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 Gio 1 Giu 2017

MANUTENZIONE SICURA SU VEICOLI IBRIDI O ELETTRICI

  attrezzature di lavoro , macchine , sicurezza

Immagine

Nei veicoli elettrici la tensione di alimentazione del motore (e non solo) assume valori di parecchie centinaia di Volt, esponendo gli addetti alla manutenzione e alla riparazione di questi veicoli a rischi professionali significativamente più elevati rispetto a quelli dei veicoli tradizionali.

Alcune delle attività di manutenzione e di riparazione dei veicoli elettrici o ibridi infatti originano, a tutti gli effetti, dei lavori elettrici così come definiti dalla pertinente normativa tecnica.

Non esistono, al momento, norme di sicurezza specifiche per gli autoriparatori che lavorano su veicoli elettrici e ibridi. Occorre quindi fare riferimento a quelle già emanate per chi (in generale) deve operare su impianti in bassa tensione (da 50 a 1000 Volt in c.a. e da 75 a 1500 c.c.) e, in particolare, alla Norma CEI 11-27, che si applica ai lavori sugli impianti elettrici, vicino a essi o ad essi connessi, fornendo le prescrizioni per garantire la sicurezza e gli elementi essenziali per la formazione degli addetti ai lavori elettrici

La Norma CEI 11-27 non è stata elaborata per l’applicazione agli impianti dei veicoli elettrici ma, come citato nel campo di applicazione della norma stessa, “si raccomanda, tuttavia, alle persone responsabili di tali installazioni di utilizzare la presente norma come guida per gli obiettivi da raggiungere nello stabilire le loro regole e procedure”.

La stessa Norma può quindi essere presa come riferimento per la formazione di addetti alla manutenzione di veicoli elettrici o ibridi. Essa definisce:

PES (persona esperta) è la persona con conoscenze tecniche teoriche e con un’esperienza tali da permetterle di analizzare i rischi derivanti dall’elettricità e svolgere i lavori elettrici in piena sicurezza. Una PES può svolgere lavori elettrici fuori tensione e in prossimità.

PAV (persona avvertita) è la persona che è a conoscenza dei rischi derivanti dall’elettricità ed è in grado di svolgere i lavori elettrici in piena sicurezza.

Una persona esperta (PES) e “idonea ai lavori elettrici in tensione” è quindi considerata adatta agli interventi di manutenzione sui veicoli elettrici o ibridi.

Rischi concreti

Sulle auto ibride ed elettriche sono presenti impianti elettrici con tensioni potenzialmente pericolose: quella della batteria, ad esempio, supera i 200 Volt in c.c. e arriva a oltrepassare i 600 Volt in c.a. per quanto riguarda l'alimentazione dei motori. Eventuali contatti accidentali con le parti sotto tensione possono avere conseguenze gravi, se non letali, per l'infortunato.

Le case costruttrici hanno prestato particolare attenzione all'aspetto della sicurezza per quanto riguarda il rischio elettrico: la batteria è collegata all'impianto attraverso due relè normalmente aperti che la separano non appena si disinserisce l'accensione; nessun conduttore di alta tensione è collegato alla carrozzeria e l’isolamento è monitorato dalla centralina di gestione del sistema che ne rileva e segnala immediatamente eventuali dispersioni verso massa. Tutto questo rende il veicolo sicuro per l'utilizzatore, ma precauzioni supplementari sono necessarie per chi si occupa della manutenzione.

Diventa perciò importante un’adeguata formazione per prevenire pericoli derivanti da contatti elettrici.

Intervenire in sicurezza

La prima e fondamentale regola è quella di togliere sempre tensione all'impianto prima di intervenire su di esso. Togliendo la chiave d'accensione la batteria viene separata dall'impianto ma vi sono casi particolari, che occorre conoscere, dove ciò può non avvenire. Ad esempio esistono modelli di automobile con climatizzatore comandato a distanza in cui, nel caso questo venga attivato (a vettura chiusa), l'impianto elettrico viene messo in tensione. Attenzione anche durante la fase di ricarica del condizionatore in quanto questi tipi di impianti usano olio con caratteristiche dielettriche; l'uso di altri oli, anche in piccole quantità, potrebbe compromettere l'isolamento verso massa dell'impianto elettrico.

La corretta procedura per togliere tensione dall'impianto è:

1. Spegnere il contatto d'accensione e togliere la chiave (se la vettura è dotata di “smart key” allontanare quest'ultima dal veicolo di almeno 5 metri).

2. Scollegare la connessione di sicurezza della batteria (sempre presente su questi veicoli; separa fisicamente il pacco batterie) riponendola in luogo sicuro e inaccessibile ad altre persone, lasciando al suo posto, l’apposito cartellino di avvertimento.

3. Aspettare almeno 10 minuti per far scaricare completamente i condensatori.

4. Indossando guanti isolanti controllare con il voltmetro l'assenza di tensione negli appositi punti predisposti e secondo le istruzioni del costruttore del veicolo.

Non aprire il pacco batterie, che è racchiuso in un contenitore metallico e comprende i collegamenti tra le singole celle, i sensori e la centralina di gestione. I singoli moduli sono collegati tra loro in serie e togliendo la connessione di sicurezza viene aperto il circuito interno, ma è comunque possibile il pericolo di folgorazione toccando le connessioni interne. Indossare sempre guanti isolanti, avere un abbigliamento adatto e mani asciutte; anche l'ambiente di lavoro è importante e deve essere asciutto e areato.

Usare sempre attrezzi con impugnatura isolata e curare e controllare l'isolamento dei cavi e dei puntali degli strumenti di misura. Su questo tipo di vetture i cavi destinati alle tensioni più alte sono di colore arancione: non intervenire mai su di essi senza prima aver messo in sicurezza l'impianto scollegando la batteria con le modalità illustrate prima.

Attenzione: a seconda del modello di automobile possono esserci anche altri impianti ausiliari alimentati oltre ai motori di trazione e il generatore.

Altri rischi

L’elettrolito della batteria è un liquido alcalino, caustico e dannoso per i tessuti umani, la sua fuoriuscita dall'involucro è estremamente improbabile anche in caso di incidente. Occorre comunque prestare estrema attenzione nel caso si verificasse questa eventualità: indossare guanti e un adeguato equipaggiamento protettivo e, come già detto, non aprire mai il pacco batterie. In caso di fuoriuscita dell'elettrolito neutralizzarlo usando una soluzione di acido borico o, in assenza di altro, aceto.

Le batterie sono riciclabili e vengono smaltite dal costruttore stesso del veicolo. Se prendiamo in esame i sistemi Start and Stop cosiddetti di 3a generazione ci troveremo di fronte anche ai “supercondensatori”, ovvero a condensatori con capacità elevatissime (fino a 1200F) utilizzati durante la fase di avviamento. Le “supercapacità” sono abbinate a centraline DMTC (centralina di mantenimento della tensione) che gestiscono e controllano l’energia immagazzinata da questi super condensatori. Le ultracapacità (dette anche E-Booster) sono costituite da due condensatori i cui elettrodi sono in carbone attivo impregnato da un elettrolito (acetonitrile o cianuro di metile) di colore marrone chiaro, tossico e pericoloso per la salute (sia per inalazione, ingestione o per contatto cutaneo). L’elettrolito può fuoriuscire dall’ultracapacità quando quest’ultima è soggetta ad inversione di polarità, a una caduta violenta o se viene forata (magari a seguito di un incidente).

Occorre dunque prestare attenzione quando si deve intervenire su questi super condensatori: si raccomanda di indossare guanti (per protezione chimica), mascherina, occhiali.

Un esempio concreto di pericolo può essere rappresentato dal collegamento di un “banale” caricabatteria: collegare le pinze tra il polo positivo della batteria e la massa del veicolo (e non dunque sulla presa di massa separata) potrebbe far scoppiare il super condensatore con gravi conseguenze per l’operatore.

In allegato una linea guida per la manutenzione in sicurezza di veicoli ibridi ed elettrici.





A cura di: Ing. Riccardo BESSONE


ALLEGATI
  Allegato: "Linea guida per la manutenzione in sicurezza di veicoli ibridi ed elettrici"

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