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disse per confortarmi: Non ti noccia
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non ci torrà lo scender questa roccia.

- Dante Alighieri, Divina Commedia - Inferno, VII, vv. 1-6

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 Ven 19 Ott 2018

IL PIEMONTE NELL'OTTAVO RAPPORTO INAIL - REGIONI SULLE MALATTIE PROFESSIONALI MALPROF 2013-2014

  inail , malattia professionale

Immagine

La rilevazione delle malattie professionali secondo il modello Malprof si basa su un flusso dati che dai servizi di Prevenzione delle Asl pervengono ad Inail Ricerca per poter costituire una base dati utile sia al monitoraggio delle patologie professionali nel territorio nazionale sia nell’indicare le informazioni utili ai fini prevenzionali, definendo le possibili correlazioni o ‘nessi di causa’ tra l’attività lavorativa svolta (in termini di settori di attività economica e di professione lavorativa) e la patologia professionale.

Nel biennio 2013 - 2014 le segnalazioni ricevute dalle 15 Regioni si traducono in circa 35 notifiche di malattia all’anno ogni 100 mila abitanti nell’intervallo di tempo considerato, in aumento rispetto al biennio 2011 - 2012. Le segnalazioni a cui è stato attribuito un nesso positivo corrispondono al 90% di quelle valutabili.

A livello nazionale le patologie muscoloscheletriche (date dalla somma delle malattie del rachide, della sindrome del tunnel carpale e delle altre malattie muscoloscheletriche) costituiscono il gruppo di malattia più frequente (circa il 67 % delle malattie valutabili nel 2014), nel 2008 tale posizione era occupata dalla sordità da rumore seppure in percentuali discendenti di anno in anno.

Tra le neoplasie di origine lavorativa, che sono le patologie con conseguenze più gravi, viene confermato il primato dei tumori della pleura e del peritoneo: essi, con più di 500 casi valutabili all’anno esprimono la metà di tutti i tumori professionali.

In Piemonte per quanto riguarda l’andamento complessivo delle denunce di malattia professionale, si conferma il trend in discesa osservato già da diversi anni. Infatti, il numero complessivo delle segnalazioni segnala nel 2014 un -38.2% rispetto al dato rilevato nel 2007.

Diversi i fattori potenzialmente correlabili ad un  decremento progressivo nell’arco temporale 2007-2014: dalle modifiche dei cicli produttivi connesse al processo di globalizzazione, all’accentuazione della sottonotifica delle segnalazioni per il perdurare della crisi economica per effetto della quale, in realtà, la frequenza dei casi di malattia potrebbe essere ampiamente sottostimata.

Tra i gruppi più rappresentativi nel 2014, le patologie neoplastiche che rappresentano il 30,8% ( in Italia sono il 5.7 %) , le patologie osteoarticolari a carico sia del rachide che dell’arto superiore con il complessivo 30,1%,  (contro un 67% a livello nazionale) e le ipoacusie 26,6%, (contro un 14% in Italia) .

Per quanto concerne il gruppo diagnostico dei tumori, l’elemento più significativo potrebbe consistere nel rallentamento del trend in discesa evidenziato nel biennio 2011 – 2012; le  denunce di malattia professionale in Piemonte, per quanto riguarda i tumori si concentrano principalmente nelle provincia di Torino ed in quella di Cuneo.

In conclusione il quadro epidemiologico relativo all’area piemontese registra il radicale cambiamento del profilo epidemiologico delle malattie professionali intercorso negli ultimi decenni per effetto delle profonde mutazioni del mondo del lavoro. In particolare, le patologie occupazionali caratterizzate da una stretta correlazione ai rischi dell’ambiente di lavoro risultano in costante diminuzione e lasciano il posto ad eventi riconducibili a fattori di rischio presenti nell’ambiente di vita, al progressivo invecchiamento della popolazione, e delineando, in conclusione, un quadro di sempre maggiore complessità interpretativa.



Fonte Inail





A cura di: P.I. Pierpaolo RAVERA


ALLEGATI
  Allegato: Malprof 2013-2014

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