logo

In Evidenza

  • CORSI DI FORMAZIONE LAVORATORI (FORMAZIONE GENERALE E SPECIFICA) – 8/9/10 NOVEMBRE

    Approfondisci
  • CORSO DI AGGIORNAMENTO PER LAVORATORI E PREPOSTI ADDETTI AL MONTAGGIO/SMONTAGGIO/TRASFORMAZIONE DI PONTEGGI – 6 NOVEMBRE

    Approfondisci
  • CORSI DI FORMAZIONE PER LAVORATORI ADDETTI ALLA CONDUZIONE DI PLE – 26 e 27 OTTOBRE

    Approfondisci
  • CORSI DI FORMAZIONE ADDETTI E TECNICI RIMOZIONE, BONIFICA E SMALTIMENTO MATERIALI CONTENENTI AMIANTO – A PARTIRE DAL 30 OTTOBRE

    Approfondisci
  • CORSO DI FORMAZIONE PREPOSTI – 19 OTTOBRE

    Approfondisci
  • PUBBLICATO IL CALENDARIO DELLA FORMAZIONE IN AULA PER L'ANNO 2017

    Approfondisci
           

La frase del mese

Se ti trovi ad affrontare un problema, i casi sono due:
- il problema è risolvibile e quindi non ha senso preoccuparsi
oppure
- il problema NON è risolvibile e quindi perché ti affanni?
TAKE IT EASY. . .

- Approccio ai problemi - Anonimo su web

La foto del mese

Uso improprio? Sul manuale non era scritto che non si potevano tagliare le siepi. . .

I nostri Corsi

Organizziamo corsi in aula e online per la tua azienda. I corsi E-learning sono fruibili da qualsiasi dispositivo...

IL QUIZ DEL MESE: CONOSCI LA SICUREZZA?

Mettiti alla prova con 4 livelli di difficoltà per verificare le tue conoscenze...

PARTNER - SITI AMICI

Scopri i nostri partner

Manualistica

Vedi Manuali disponibili

Area Riservata

 Gio 12 Ott 2017

DONNE E INFORTUNI SUL LAVORO: LE MAGGIORI CAUSE E CONSEGUENZE

  inail , infortunio

Immagine

Nel mese di marzo 2017 l’Istituto Nazionale per l’Inail ha pubblicato un interessante dossier, sul tema della tutela delle donne lavoratrici, dal titolo “Infortuni e malattie professionali. Dossier donne”.

Il fascicolo ci dà informazioni sull’andamento infortunistico delle lavoratrici, sugli infortuni in itinere, sulle malattie professionali e su un progetto pilota in materia di prevenzione in ottica di genere; ci racconta, inoltre, come nel 2015 il World Economic Forum, con la relazione sulle differenze di genere “aveva fatto sperare in un miglioramento sostanziale dell’Italia, che in un solo anno aveva guadagnato ben 28 posizioni, collocandosi 41esima su 145 nazioni”. Tuttavia, un anno dopo – continua il dossier - l'Italia ha “perso nove posizioni, scivolando al 50esimo posto del Global Gender Gap Index 2016”. Tale regressione è dovuta principalmente al netto peggioramento nell'indicatore della partecipazione socio-economica. Si sottolineano, inoltre, forti differenze tra i sessi che “si riscontrano in particolare a livello di equità salariale. Rispetto a questo indicatore, l’Italia è addirittura 127esima: in termini monetari, a parità di posizione le lavoratrici percepiscono 48 centesimi contro un euro dei lavoratori”.

Da quanto emerge dal documento, l’incidenza degli infortuni delle lavoratrici sul totale delle denunce presentate è “particolarmente elevata nei settori dei servizi domestici e familiari (89,5%), della sanità e assistenza sociale (73,6%) e della confezione di articoli di abbigliamento (70,6%), settori in cui le donne risultano maggiormente impiegate. Nel conto Stato si registra un’incidenza infortunistica femminile del 51,1%, mentre lo stesso dato tra i settori più rischiosi dell'industria scende addirittura al 2,9% nelle Costruzioni”.

Ma quali sono le cause e le conseguenze più frequenti negli infortuni al femminile?

Il dossier indica che prendendo in considerazione “solo i casi avvenuti in occasione di lavoro e accertati positivamente, la caduta si conferma la prima causa di infortunio per le donne (30,7% sul totale degli infortuni occorsi alle lavoratrici) e la seconda per gli uomini (20,8%), seguita dalla perdita di controllo di una macchina/mezzo di trasporto (17,2%), che per i lavoratori rappresenta invece la prima causa (29,3%)”. Le conseguenze più rilevanti di questi infortuni risultano essere “contusioni e lussazioni, con pesi relativi maggiori per le lavoratrici (rispettivamente 35,6% contro il 28,2% dei lavoratori e 31,8% contro 25%)”.

Per quanto riguarda le denunce di infortunio nel 2015, invece, 27.352 sono state effettuate da donne straniere, pari al 12% del totale delle donne infortunate. Le più colpite, in valore assoluto, sono state le lavoratrici nate in Romania (5.195 casi), Albania (1.983) e Marocco (1.969). Le straniere decedute sono state 19 (il 17,3% dei 110 decessi femminili denunciati) pari al 9,7% delle 196 denunce di infortuni mortali occorsi a lavoratori stranieri di entrambi i sessi”.

Nel settore scolastico, poi, si segnala che nel 2015 “sono stati denunciati quasi 15mila infortuni occorsi a insegnanti e maestri delle scuole pubbliche e private: circa l’87% dei casi ha riguardato il genere femminile”, mentre tra gli studenti “la componente femminile è pari al 43% dei circa 80mila infortuni occorsi nel 2015 nelle scuole pubbliche e private”.

Qualche informazione viene fornita anche sugli infortuni in ambito domestico: in questo caso si indica che le “denunce legate alla polizza assicurativa contro gli infortuni domestici – obbligatoria per tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni che si occupano della cura della casa in maniera abituale, esclusiva e gratuita – sono state complessivamente 637. La quasi totalità (623) ha riguardato, come atteso, le donne, con un calo del 15,7% rispetto alle 739 denunce femminili del 2014 (su un totale di 757)”.

Infine, nell’ambito del “rischio strada”, rispetto al numero complessivo delle denunce “la quota degli infortuni in itinere, avvenuti cioè nel tragitto casa-lavoro-casa, per le donne si conferma decisamente più elevata rispetto agli uomini, sia in valore assoluto (per il 2015 rispettivamente 49.721 casi contro 45.722) che in percentuale (21,9% contro 11,2%)”. L’incidenza del “ rischio strada” sulle lavoratrici è ancora più evidente se si fa riferimento alle denunce dei casi mortali: “per le donne, sempre per l’anno 2015, più di un decesso su due (52,7%) è avvenuto in itinere, mentre tra gli uomini lo stesso rapporto è di circa uno su cinque (22,1%)”. Un divario di genere che si mantiene anche sommando le denunce dei casi mortali avvenuti in itinere e quelli in occasione di lavoro, entrambi con coinvolgimento di un mezzo di trasporto. Questo probabilmente “perché le donne sono occupate per oltre il 50% nel ramo dei servizi, in attività solitamente meno pericolose di quelle industriali, ma comunque soggette al rischio che si corre negli spostamenti tra l’abitazione e il luogo di lavoro, anche molto frequenti e ripetuti in attività come quelle del personale domestico e di assistenza sociale domiciliare, in cui prevale nettamente la quota femminile”.

Nel documento troviamo poi un interessante studio specifico della Consulenza statistico attuariale Inail e alcuni indicazioni sui fattori di rischio del pendolarismo; riguardo a quest’ultimo aspetto si evidenzia come il pendolarismo “aumenti sia le difficoltà nella vita familiare e sociale, legate anche a stress emotivo (separazione/divorzio dal coniuge, gestione della casa, dei bambini, degli anziani. . .), sia i disturbi del sonno. Il maggiore rischio per le donne pendolari sarebbe anche dovuto al minore tempo di recupero, riposo e svago, elementi che possono influire negativamente sull’attenzione, sia nella guida del veicolo che negli spostamenti casa-lavoro, incrementando il rischio di incidenti stradali”.

Per magiori approfondimenti, si rimanda alla lettura del documento integrale (cfr. allegato).





A cura di: Dott.ssa Elena RICHERI


ALLEGATI
  Allegato: Infortuni e malattie professionali. Dossier donne

ECOLAV Service S.r.l. utilizza cookies tecnici e di profilazione e consente l'uso di cookies a "terze parti" che permettono di inviarti informazioni inerenti le tue preferenze.
Continuando a navigare accetti l' utilizzo dei cookies, se non desideri riceverli ti invitiamo a non navigare questo sito ulteriormente.

Scopri l'informativa e come negare il consenso. Chiudi
Chiudi
x
Utilizzo dei COOKIES
Nessun dato personale degli utenti viene di proposito acquisito dal sito. Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né sono utilizzati cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti. L'uso di cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e scompaiono, lato client, con la chiusura del browser di navigazione) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito, evitando il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti, e non consente l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente.
L'utilizzo di cookies permanenti è strettamente limitato all'acquisizione di dati statistici relativi all'accesso al sito e/o per mantenere le preferenze dell’utente (lingua, layout, etc.). L'eventuale disabilitazione dei cookies sulla postazione utente non influenza l'interazione con il sito.
Per saperne di più accedi alla pagina dedicata

Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie.
Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

Consulta il testo del provvedimento