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 Ven 28 Feb 2020

DIGITALIZZAZIONE: GLI EFFETTI SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

  salute , sicurezza , valutazione dei rischi

DIGITALIZZAZIONE: GLI EFFETTI SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

L’immenso potenziale delle nuove tecnologie digitali sta progressivamente cambiando il concetto di luogo di lavoro, tuttavia è giusto chiedersi quali siano, insieme alle indubbie conseguenze positive, i problemi emergenti che potrebbero avere ripercussioni sulla salute e sicurezza dei lavoratori.

E’ questo l’argomento cardine del documento “Digitalisation and occupational safety and health”, un opuscolo che riassume il lavoro di ricerca dell’EU-OSHA sull’impatto potenziale della digitalizzazione, dipingendo il possibile scenario da qui fino al 2025.

L’analisi valuta le possibilità offerte dalla digitalizzazione e come quest’ultima stia trasformando la vita lavorativa e il campo della SSL.

Il fine ultimo è non trovarsi impreparati di fronte ai tempi che cambiano, offrendo ai responsabili politici, ai ricercatori e a chi cura i luoghi di lavoro informazioni affidabili sui potenziali effetti delle nuove tecnologie, affinché si possa agire in modo tempestivo ed efficace per garantire il benessere dei lavoratori.

Questa relazione presenta i risultati finali di un progetto prospettico di ampio respiro dedicato agli sviluppi nel settore delle tecnologie digitali e ai cambiamenti che ne derivano per le attività lavorative in termini di luoghi, tempi e modalità.

L’impatto potenziale di questi mutamenti nel periodo fino al 2025 è stato esaminato attraverso l’elaborazione di quattro scenari che presentano le diverse sfide e opportunità sotto il profilo dell’SSL.

Le ricerche aiutano a comprendere meglio il modo in cui la digitalizzazione potrebbe influire sulla salute e sicurezza dei lavoratori nell’Unione Europea e a mettere a punto strategie più resilienti ai cambiamenti a livello di lavoro e SSL.

La relazione, combinando una sintesi delle prove scientifiche più recenti e solide con la ricerca originale del CCR su questioni spesso trascurate, fornisce nuove intuizioni sull'interazione tra automazione e organizzazione del lavoro, l'estensione e la natura del lavoro sulla piattaforma online e gli schemi dei cambiamenti occupazionali nelle regioni dell'UE. 

Il primo capitolo discute l'impatto della tecnologia sull'occupazione: esamina le stime più recenti sulla creazione e la distruzione di posti di lavoro indotti dalla tecnologia e fornisce nuove informazioni sul ruolo dell'organizzazione del lavoro nel modellare l'effetto delle nuove tecnologie sui mercati del lavoro.

Il secondo capitolo discute dello spostamento verso competenze digitali e non cognitive, dimostrando che esse sono carenti in UE poiché i sistemi educativi non le stanno ancora affrontando a sufficienza.

Il terzo capitolo prende in esame le opportunità e le sfide legate alla recente tendenza al rialzo delle nuove forme di occupazione nell'UE, concentrandosi sui risultati della seconda ondata dell'indagine COLLEEM sul lavoro sulle piattaforme nell'UE (ricerca del CCR che rileva come vengono usate per l’offerta di servizi).

Il capitolo finale presenta i risultati di un nuovo studio del CCR-Eurofound sui modelli di cambiamento professionale nelle regioni dell'UE negli ultimi 15 anni, che mostra che i lavori a basso salario si sono sempre più concentrati nelle regioni periferiche mentre i lavori a salario più elevato stanno diventando sempre più concentrati nelle regioni capitali, portando a crescenti disparità territoriali, sia all'interno che all'interno degli Stati membri dell'UE.

Per capire l’importanza di studiare gli effetti dei mutamenti tecnologici possiamo prendere come esempio il caso dello Smart Working (o Lavoro Agile) che, come evoluzione del Telelavoro, si è reso possibile proprio grazie ai sistemi informatici e alle nuove tecnologie che permettono all’individuo di non essere più legato al luogo di lavoro fisico, consentendogli di lavorare potenzialmente ovunque. In questo caso, di fianco agli indubbi vantaggi di poter lavorare in qualsiasi luogo prescelto, (meno ore spese nel traffico, meno inquinamento, migliore gestione del tempo e aumento della produttività) compaiono anche dei campanelli d’allarme da non trascurare ( maggiore difficoltà per il DL nel controllo dell’ambiente di lavoro e dei rischi per la salute e sicurezza, maggiori fonti di distrazione per il lavoratore, rischio di lavorare con posture scorrette, troppa permeabilità tra lavoro e vita privata col rischio di non riuscire mai a “staccare del tutto” o a sentirsi obbligati ad essere sempre reperibili). La parola chiave in questo caso è “Rischio da Tecnostress”, ossia “una vera e propria malattia professionale causata dall’incapacità di relazionarsi in modo sano con le tecnologie fino al restarne sopraffatti “(Craig Brod, 1984).

Per una lettura approfondita, si rimanda al documento ufficiale EU-OSHA della ricerca “Digitalisation and occupational safety and health” (cfr. allegato).





A cura di: Dott.ssa Elena RICHERI


ALLEGATI
  Allegato: “Digitalisation and occupational safety and health”

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