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 Lun 23 Gen 2017

GRUPPI A RISCHIO ACCRESCIUTO – INDICAZIONI DAL RAPPORTO OSHA

  salute , sicurezza , sorveglianza sanitaria , valutazione dei rischi

Immagine

Il Rapporto dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (OSHA) “La diversità della forza lavoro e la valutazione dei rischi: garantire che tutti siano inclusi”, pubblicato nel 2009, mette in evidenza un aspetto della valutazione dei rischi sul lavoro su cui pongono l’accento anche la normativa comunitaria e nazionale.

A confermare l’esigenza di considerare fra le caratteristiche del soggetto anche le sue condizioni, l’art.18, comma 3, del D.Lgs. 81/2008 definisce che datore di lavoro e dirigente hanno l’obbligo di, “nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza”. L’art. 28 dello stesso decreto ribadisce poi che la valutazione dei rischi deve riguardare anche i fattori “…connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro…”.

In tal senso, anche grazie agli approfondimenti consentiti dalla sorveglianza sanitaria, risulta fondamentale il ruolo del medico competente che, in alcuni casi, può essere il soggetto promotore dell’input per l’adeguamento delle condizioni di lavoro alle caratteristiche dei diversi gruppi e soggetti particolarmente vulnerabili che fanno il loro ingresso in azienda.

Di seguito sono evidenziate alcune delle particolari vulnerabilità che caratterizzano i gruppi presi inconsiderazione sia dal D.Lgs. 81/2008 che dal Rapporto OSHA, insieme alle relative misure di controllo dei rischi particolari ad esse associati.

Lavoratori anziani

Le caratteristiche del gruppo in esame che possono andare a definire condizioni di vulnerabilità possono essere:

- maggiore vulnerabilità fisica (riduzione della forza, agilità, elasticità ed equilibrio, resistenza fisica);

- rallentamento dei riflessi;

- maggiore incidenza di patologie di qualsiasi genere, soprattutto del rachide e delle articolazioni, dovute a esposizioni croniche;

- riduzione delle capacità di percezione sensoriale in particolare di quella visiva;

- tendenziale minore capacità di adeguamento ai cambiamenti;

- possibile diminuzione della capacità di concentrazione;

- possibile riduzione della memoria a breve termine.

Gli approcci specifici che l’azienda dovrebbe prendere in considerazione per la corretta gestione della vulnerabilità sono:

- verifica scrupolosa delle problematiche di salute e delle esigenze individuali, ma anche delle competenze possedute dai lavoratori;

- formazione anche mirata a rendere più efficace il ricorso all’esperienza e alle competenze accumulate e all’aggiornamento;

- particolare attenzione alle esigenze di capacità fisica del lavoro (limiti differenti per la movimentazione manuale dei carichi per gli over 45 – valutazione specifica nella sezione D.5.1), alle caratteristiche delle turnazioni, ai carichi di lavoro, al lavoro in condizioni di temperatura elevata, al rumore e alle vibrazioni;

- più accurata analisi e massimo miglioramento delle condizioni ambientali dei luoghi di lavoro (illuminazione, microclima, ecc.);

- promozione di abitudini di vita più salutare;

- trasferimento a mansioni di livello non inferiore anche diverse in modo da stimolare maggiore interesse al lavoro;

- attribuzione di compiti di tutoraggio e affiancamento nei confronti dei neoassunti;

- attribuzione di una maggiore autonomia nello svolgimento dell’abituale mansione lavorativa.

Lavoratori giovani

Le caratteristiche del gruppo in esame che possono andare a definire condizioni di vulnerabilità possono essere:

- minore esperienza e maturità fisica e psicologica complessive;

- minori competenze lavorative in generale in materia di SSL;

- minore consapevolezza dei rischi e maggiore tendenza ad esporvisi;

- carenza di informazione, formazione e addestramento;

- minore conoscenza del sistema di diritti, responsabilità e obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, compresi quelli specifici rivolti alla tutela dei lavoratori giovani;

- tendenziale maggiore riluttanza nell’esprimere richieste e lamentele sul lavoro anche in materia di SSL.

Gli approcci specifici che l’azienda dovrebbe prendere in considerazione per la corretta gestione della vulnerabilità sono:

- applicazione di tutti gli obblighi in materia di tutela di lavoratori giovani;

- assicurare un’adeguata supervisione del loro lavoro e affiancamento da parte di persona esperta con adeguata formazione anche in materia di SSL;

- rendere la SSL parte integrante e significativa della formazione durante il periodo di inserimento sul posto di lavoro;

- assicurare un’adeguata informazione ef formazione in particolare anche sui concetti di base della SSL (pericoli e loro individuazione, rischio e sua percezione, esposizione, prevenzione e protezione) e informazione sul sistema di diritti, responsabilità e obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

- privilegiare metodi di apprendimento attivi e partecipativi, possibilmente sul luogo di lavoro effettivo;

- consultazione e partecipazione attiva dei  giovani lavoratori anche con scopi formativi e sollecitando la proposta di soluzioni concrete di problematiche di SSL;

- individuare eventuali divieti di accesso ad aree a maggior rischio e regolamentarli.

Lavoratori disabili

Le caratteristiche del gruppo in esame che possono andare a definire condizioni di vulnerabilità possono essere, in relazione alle diverse tipologie di disabilità:

- maggiore vulnerabilità fisica o psicofisica, vincoli nei movimenti, nella forza, nella percezione sensoriale, nelle capacità cognitive e/o relazionali;

- possibile maggiore incidenza di patologie;

- possibile attribuzione di mansioni di scarsa rilevanza;

- maggiore possibilità di subire pressioni relazionali (prevaricazioni, discriminazione, trattamenti scorretti).

Gli approcci specifici che l’azienda dovrebbe prendere in considerazione per la corretta gestione della vulnerabilità sono:

- verifica scrupolosa delle particolari esigenze fisiche, cognitive e relazionali, ma anche delle capacità possedute dai lavoratori, ove necessario utilizzando competenze esterne;

- miglioramento dell’ergonomia dei luoghi di lavoro, con particolare riferimento a: disposizione dei locali, accessi e collocazione delle postazioni rispetto ad essi, caratteristiche dei percorsi orizzontali e verticali, sistemi di apertura di porte, portoni e finestra, segnaletica di salute e sicurezza e segnalazione degli ostacoli, condizioni ambientali (illuminazione, microclima, ricambio aria indoor, ecc.), agenti fisici e chimici presenti, in relazione alle disabilità individuali e alle esigenze di lavoro;

- miglioramento dell’ergonomia delle attrezzature, degli impianti e delle postazioni di lavoro, compresi i lo9ro accessi anche attraverso tecnologie e strumenti di ausiliazione (ad esempio tastiere in Braille, telefoni viva voce, software di riconoscimento vocale, di ingrandimento testi e immagini, linguaggio dei segni, ecc.) in relazione alle disabilità e alle esigenze del lavoro;

- miglioramento dell’organizzazione del lavoro, ad esempio tramite la semplificazione dei compiti di lavoro, la loro suddivisione in parti più semplici da eseguire, in relazione alle disabilità ed esigenze del lavoro;

- affiancamento o assistenza da parte di persona esperta con adeguata formazione anche in materia di salute e sicurezza sul lavoro e, se necessario, di comunicazione con persone disabili;

- concessione di maggiore flessibilità per consentire permessi per terapie, esami medici, riabilitazioni;

- adeguamento dei sistemi di allerta e comunicazione dell’allarme e delle relative istruzioni in caso di emergenza, della strutturazione e dotazione dei percorsi di uscita, dei mezzi e delle procedure per l’assistenza (dettaglio contenuto all’interno del piano di emergenza ed evacuazione), guida e trasporto dei lavoratori in casi emergenza, in relazione alle disabilità ed esigenze individuali ad esempio tramite l’installazione di dispositivi ottici o vibranti in aggiunta a quelli acustici;

- informazione, formazione, addestramento, istruzioni e procedure fornite tramite mezzi e sistemi che ne assicurino la ricezione e comprensione, in relazione alle disabilità ed esigenze individuali.

Lavoratori temporanei/part-time

Le caratteristiche del gruppo in esame che possono andare a definire condizioni di vulnerabilità possono essere:

- lavoro in mansioni o ambienti poco conosciuti e più probabili cambiamenti nelle une e negli altri, spesso per compiti meno qualificati;

- impiego in attività non previste;

- maggiore possibilità di informazione, formazione e addestramento inadeguati per qualità ed esaustività;

- maggiore possibilità di mancata effettuazione della sorveglianza sanitaria;

- maggiore possibilità di misure di prevenzione e protezione non adatte al gruppo e agli individui;

- possibile minore conoscenza del sistema di diritti, responsabilità e obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

- possibile minore conoscenza del sistema delle relazioni e dei meccanismi aziendali;

- minore tendenza a segnalare situazioni di pericolo o incidenti;

- maggiore difficoltà nell’assimilare istruzioni e procedure;

- minore possibilità di controllo delle modalità di lavoro, con potenziali ricadute anche sui livelli di stress;

- eventuale suddivisione non chiara degli obblighi di tutela fra più figure datoriali (es. datore di lavoro utilizzatore e somministratore nella somministrazione di lavoro);

- difficile rappresentatività a livello sindacale e tendenziale minore rappresentanza da parte degli RLS.

Gli approcci specifici che l’azienda dovrebbe prendere in considerazione per la corretta gestione della vulnerabilità sono:

- pianificazione dell’uso di lavoro temporaneo in modo da evitare o ridurre cambiamenti frequenti durante il suo svolgimento;

- pianificazione dell’uso di lavoro temporaneo, con attività di coordinamento fra i diversi datori di lavoro coinvolti e i relativi SPP, integrando la SSL nell’elaborazione e gestione dei contratti di lavoro, in modo da garantire un’adeguata tutela dei lavoratori in somministrazione, distacco, ecc., con particolare riferimento a formazione, addestramento, sorveglianza sanitaria e alla loro tempestività;

- affiancamento da parte di lavoratori esperti;

- definizione precisa degli incarichi da svolgere, con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti (es. somministratore e utilizzatore, distaccatario e distaccante).

Lavoratori stranieri

Il Rapporto OSHA evidenzia alcune delle particolari vulnerabilità che possono caratterizzare il gruppo di lavoratori preso inconsiderazione:

- difficoltà di comprensione della lingua e di comunicazione scritta, parlata o di altro tipo;

- possibile minore consuetudine e attenzione alle problematiche di rischio sul lavoro;

- possibile minore conoscenza del sistema di diritte, responsabilità e obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

- possibile minore conoscenza del sistema delle relazioni e dei meccanismi aziendali;

- minore tendenza a riportare situazioni di pericolo o incidenti;

- maggiore possibilità di subire pressioni relazionali (prevaricazioni, discriminazione, trattamenti scorretti);

- possibile minore livello di formazione scolastica;

- difficoltà nel riconoscimento da parte delle aziende delle competenze e tendenziale loro minore considerazione;

- possibili influenze culturali sulla percezione dei rischi da parte dei soggetti esposti e quindi sul loro comportamento nei confronti degli stessi.

Gli approcci specifici che l’azienda dovrebbe prendere in considerazione per la corretta gestione della vulnerabilità sono:

- verifica delle competenze linguistiche, sia verbali che scritte;

- assicurare e verificare, tramite personale posto in affiancamento, la sufficiente comprensione dell’informazione, formazione, addestramento su salute e sicurezza sul lavoro, istruzioni operative tramite appositi strumenti (uso di più lingue, semplificazione della comunicazione parlata o tramite testi, uso di immagini o pittogrammi piuttosto che di testi scritti, individuazione di mediatori linguistici fra i lavoratori, ecc.);

- assicurare e verificare, tramite personale posto in affiancamento, la comprensione dei concetti base della salute e sicurezza sul lavoro , in particolare per quanto riguarda pericoli e loro individuazione, rischio e sua percezione, esposizione, prevenzione e protezione, e sul sistema dei diritti, responsabilità e obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro (aspetti curati durante le attività di formazione specifica per i lavoratori e nei momenti di aggiornamento della stessa);

- fornire il miglioramento della conoscenza della lingua (anche tramite affiancamento da parte di lavoratori stranieri esperti, già adeguatamente formati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che conoscano la lingua del paese ospite).



Nella definizione delle misure di tutela da adottare per uno qualsiasi dei gruppi appena citati, il datore di lavoro deve tenere in considerazione l’eventuale appartenenza ad altri gruppi a maggiore vulnerabilità.





A cura di: Ing. Emanuela PISANU



 



 



 



 



 


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